Il denaro depositato sul conto corrente non riceve nessun tasso di interesse e rimane a disposizione della banca.

In questo periodo di grossa incertezza ed in attesa di avere sicurezza sull’ evolversi della situazione economica oltre che politica, i risparmiatori tendono a lasciare la liquidità ferma sul conto corrente.  Questa tendenza è data dal fatto che hanno paura di sbagliare l’ investimento. Molto spesso il tema degli investimenti è percepito dalle persone come molto complesso e per questo le persone tendono a non investire i loro risparmi. Possiamo dire che non rischiano perchè non conoscono effettivamente le possibilità offerte dai consulenti finanziari.

Cosa sta succedendo nell’ultimo periodo ai nostri capitali investiti?

Rimanendo in Italia e analizzando quel che è successo ai mercati possiamo notare che la rapida diffusione del coronavirus nel mese di marzo ha inciso decisamente sulla borsa italiana, che ha bruciato in poche settimane la crescita realizzata negli ultimi 12 anni, e di conseguenza ha influito sui risparmiatori italiani come vedremo dopo. Il FTSE MIB, il più significativo indice azionario e specchio di come si evolve l’economia italiana ha fatto segnare un calo del suo valore da 25.000 di Gennaio 2020 all’attuale 17.000!

Questi valori impattano in maniera diretta sui correntisti che hanno da poco sottoscritto contratti con fondi di investimento sbilanciati sull’azionario. Nei risparmiatori torna a suscitare interesse la Gestione Separata, cioè quei fondi di Compagne Assicurative il cui capitale investito è garantito a prescindere dall’andamento dei mercati e non è pignorabile o sequestrabile ( v. art. 1923 CC ), non soggetto ad imposta di successione perchè non rientrante nell’asse ereditario.

A che rischi sono sottoposti i denari “conservati” nei conti correnti ?

 

1. DECRETI DI STATO   Alcuni esempi: il governo Amato per salvare la Lira nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1992 operò un prelievo forzoso ed improvviso del 6 per mille su tutti depositi bancari. Questa azione si era prospettata anche nel 2016 secondo alcuni giornali come Il Sole 24 Ore . Altra azione nel 2015 è quella del premier greco Tsipras, quando la Grecia rischiava di uscire dall’ Euro, impose come limite di prelievo contanti massimo la cifra di 420 euro a settimana. Queste limitazioni hanno però soffocato i consumi, le importazioni e le esportazioni, comportando anche la chiusura di migliaia di aziende.

2. BAIL IN   Con il recepimento della direttiva BRRD il salvataggio interno alla Banca è una modalità di risoluzione di una crisi dell’istituto tramite l’esclusivo e diretto coinvolgimento dei suoi azionisti, obbligazionisti, correntisti . Introdotto nel 2016 consente alle autorità di risoluzione di ridurre il valore delle azioni e di utilizzare i denari anche dei correntisti* per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca. Non tutti i correntisti contribuiranno al salvataggio della banca con lo stesso grado di rischio;  prima è previsto il contributo dei soggetti creditori più rischiosi e poi, nel caso in cui le loro risorse risultassero insufficienti, si passa a quelle delle categorie successive. “Rischiano il bail in tutti i conti correnti con giacenza superiore a 100 mila €. Attenzione: per chi possiede una pluralità di conti presso la stessa banca il totale garantito rimane sempre 100 mila euro.

3. COSTI   E’ ormai comune il fatto che le banche applichino tassi negativi sui conti correnti e chiedono ai propri clienti di pagare la giacenza della liquidità. Da aggiungersi alle imposte per giacenze oltre i 5.000€  Esattamente :tu paghi la banca per tenere i tuoi soldi sul conto corrente. All’ estero l’applicazione di tassi negativi sulla liquidità depositata sul conto dai clienti è già realtà. In Svizzera e in Germania gli istituti di credito applicano tassi negativi sulle somme depositate sul conto che vanno oltre i cento mila euro. E in Germania alcune banche vogliono far pagare interessi passivi a tutti i correntisti, proporzionalmente anche a quelli che hanno pochi euro sul conto. In Italia a inizio ottobre 2019 il primo istituto ad annunciare di voler applicare dal 2020 tassi negativi sui depositi dei clienti più facoltosi è stato UniCredit e c’è da attendersi che anche le altre banche si metteranno presto in scia. Siamo all’ inizio di una nuova era nel rapporto banca-clienti.

4. INFLAZIONE    Nel 2018-19 ha pesato per 10 miliardi all’ anno sul totale dei depositi, con un costo medio dell’1,3 per cento. Questi costi sono ritenuti poco importanti dai risparmiatori, ma di anno in anno erodono il patrimonio netto. La Banca Centrale Europea sostiene che i tassi di inflazione arriveranno vicini al 2% all’ anno e gli italiani sosterranno una “tassa” da aumento dei prezzi al consumo che potrebbe arrivare a 30 miliardi di euro.Se ci attendiamo un tasso di aumento dei prezzi al consumo del 2%, bisognerà investire puntando a un rendimento di almeno il 2%. …

Conclusioni:

Il conto corrente è ottimo per gestire le spese e ricevere accrediti dello stipendio e addebito delle bollette , ma l’ideale sarebbe mantenere solo una piccola cifra destinata a coprire gli imprevisti.

Le ultime ricerche parlano di una cifra non investita e ferma sui conti bancari di oltre 1400 miliardi di euro (Money.it)

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