In questo articolo illustreremo quali sono le responsabilità dei datori di lavoro nei confronti dei loro dipendenti, focalizzandoci sulla situazione della responsabilità civile post Covid, anche in seguito ad alcune richieste di informazioni, e alla nota dell’Inail del 15 Maggio nella quale specifica che Il datore di lavoro risponde penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa.

Il datore di lavoro del settore privato è colui che deve garantire ai lavoratori e a lui stesso la sicurezza sul posto di lavoro, applicando le disposizioni di Legge in materia di sicurezza e salute per analizzare ridurre ed eliminare dove possibile, i rischi connessi all’attività. La Tutela della salute nei luoghi di lavoro e la Tutela del lavoratore in caso di infortunio e malattia sono due articoli fondamentali della nostra Costituzione, e stabiliscono insieme ad altri decreti -spesso oggetto di revisione del legislatore – , quali sono le normative da rispettare per il datore di lavoro che deve dotarsi di tutti gli strumenti necessari per ridurre i rischi, redigere il DVR e occuparsi di formare periodicamente il personale, tramite formatori specializzati, per non incorrere in responsabilità civile e penale. Un esempio di adeguamento alle norme è negli ultimi giorni riferito all’approvvigionamento di DPI da fornire ai dipendenti, proprio per ridurre il rischio.

Quali sono le ultime disposizioni in riferimento al Covid?

In questi giorni l’Inail con il decreto Cura Italia, esattamente all’art.42, ha stabilito che il contagio da Covid è da assimilarsi ad un infortunio sul posto di lavoro. E’ quindi alto il rischio di una azienda con più lavoratori di dover fronteggiare una richiesta di risarcimento per infezione da Covid 19 di uno o più dipendenti. Stiamo vedendo diverse Istituzioni come Camera di Commercio e Invitalia che stanno stanziando dei contributi per aiutare le aziende ad acquistare dispositivi di sicurezza. Questo non basta assolutamente per mettere al sicuro la propria azienda che deve prevedere anche al’aggiornamento della valutazione dei rischi e alla verifica dei contratti assicurativi stipulati antecedentemente al Covid.

Sono già numerosi i casi nei quali le Procure stiano accertando le responsabilità dei datori di lavoro in alcuni ospedali e case di riposo per il diffondersi del virus e questo crea precedenti anche per le piccole e medie aziende private. Queste devono sperare che nessun dipendente risulti contagiato, ma devono anche mettersi in regola con tutte le ultime disposizioni visto che i controlli sull’osservanza dei nuovi regolamenti saranno intensificati.
Il danno da contagio di coronavirus rientrerebbe in una categoria già nota della casistica della responsabilità civile. Ove ci sia una richiesta verrà subito verificato se il datore di lavoro poteva fare qualcosa per evitare l’evento e se ha avuto colpa o violato alcune disposizioni. Infatti la semplice inosservanza di una sola voce del DPCM sarebbe sufficiente per far scaturire il reato di lesioni. Parte del decreto cita “… A una condizione di elevato rischio di contagio possono essere ricondotte anche altre attività lavorative che comportano il costante contatto con il pubblico/l’utenza. In via esemplificativa, ma non esaustiva, si indicano: lavoratori che operano in front-office, alla cassa, addetti alle vendite/banconisti, personale non sanitario operante all’interno degli ospedali con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie, operatori del trasporto infermi, etc. Anche per tali figure vige il principio della presunzione semplice valido per gli operatori sanitari.
Non è facile per il lavoratore dimostrare di aver contratto la malattia all’interno del posto di lavoro, ma l’azienda verrà sottoposta a ispezione per verificare se abbia rispettato TUTTE le normative.

Se così non fosse, cosa accadrebbe all’azienda?

Oltre al lato emotivo e all’urgenza nella gestione di un evento del genere, in tema di responsabilità civile l’azienda ha l’obbligo di denuncia dell’infortunio all’INAIL per prognosi superiore a tre giorni e dopo che l’INAIL risarcirà il dipendente, potrebbe applicare all’ azienda la cosiddetta “azione di rivalsa”. A quel punto l’azienda dovrà presentare denuncia alla propria Compagnia Assicurativa perché risponda della rivalsa in caso di polizza di responsabilità civile comprensiva della RCO.

E’ importantissimo sapere a cosa serve questa garanzia!

La RCO è acronimo di Responsabilità Civile Operai e comprende tutti i lavoratori delle aziende. Spesso gli imprenditori non adeguatamente informati, purtroppo, riguardo le responsabilità derivanti dalle leggi, trascurano questa importante garanzia scegliendo un massimale basso, anche di un terzo del massimale RCT o addirittura assicurandosi solo per quest’ultima e tenendosi indenni solo da richieste risarcitorie di clienti. C’è da considerare che non essendoci precedenti sentenze riguardo Covid 19 non è possibile avere una reale cifra sull’ ammontare dei risarcimenti che verranno riconosciuti in caso di prova della richiesta; ma se consideriamo che il virus può causare anche la morte delle persone, è sicuramente necessario che il massimale sia adeguatamente alto.

Difendere la responsabilità civile della propria azienda è un aspetto fondamentale oggi e funzionale alla solidità della stessa, permettendo di operare senza rischiare che le proprie risorse accumulate negli anni vengano erose da un eventuale risarcimento da restituire all’INAIL, in questo specifico caso.

Gli imprenditori molto spesso occupati tutto il giorno dalla propria azienda, non hanno tempo per aggiornarsi riguardo tutte le normativa e le soluzioni a disposizione. A volte stipulano delle polizze che tengono uguali per anni senza che occuparsi di aggiornare le condizioni e limitandosi a rinnovare il contratto. Nonostante sappiano che le norme cambiano molto spesso! Solitamente quando vengono aggiornate le disposizioni sulla sicurezza e la salute le aziende corrono per adeguarsi, ma raramente pensano di dover adeguare le proprie coperture assicurative. Questo perché vi è la convinzione che la Compagnia Assicurativa adegui automaticamente le condizioni. Ma così non è , infatti a oggi circa l’80 % delle Compagnie non ha ancora preso posizione ufficiale riguardo le coperture per Covid.

Servirsi di un consulente esperto e che conosce la materia fa la differenza in questi casi e può portarti a valutare questi rischi, aiutandoti a ridurli ed eliminarli, ad adeguare il tuo contratto se già presente. Il datore di lavoro deve considerare che se la sua società è una società di capitali ( srl -srls ) risponderà di eventuali richieste col patrimonio aziendale , ma se dovesse essere titolare di società di persone ( ditta, snc, sas, etc ) risponderebbe di eventuali rivalse con patrimonio personale.

Il nostro consiglio è quello di verificare al più presto la presenza di questa garanzia ed il massimale, qualsiasi sia la tua azienda, anche se hai solo un dipendente. E’ necessario valutare che la copertura anche se presente nel contratto, copra gli eventi da pandemia, spesso ESCLUSI.

Nel nostro obiettivo di aumentare il valore della consulenza alle aziende per ridurne i rischi, mettiamo a disposizione il servizio di verifica polizza, prenotabile gratuitamente a questo link : https://calendly.com/mallevaconsulting/30mingratis

Nel prossimo articolo approfondiremo quali sono i risvolti per le aziende e quali sono i rischi derivanti dall’affrontare un processo penale.

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