Quante volte in queste ultime settimane hai sentito parlare di crollo delle borse?

Alcuni titoli di quotidiani in prima pagina recitavano: “Profondo rosso per i mercati azionari” oppure “Piazza Affari ha bruciato in un giorno 63,5 miliardi”.

In questi momenti nasce nel self trader la voglia di iniziare ad investire, pensando che sia proprio questo il momento migliore.

Partiamo dal presupposto che in borsa non si brucia proprio niente, ma semplicemente quelle enormi cifre passano da una mano ad un’altra e con molta probabilità potrebbe accadere la stessa cosa a chi pensa che investire sia una attività semplice.

“Il sole 24 ore” il 3 Aprile titolava: “Trading online alle stelle con il Covid-19”, attraverso i dati dei big bancari dimostrava come sotto quarantena fossero aumentati i trader e risparmiatori attratti dal cogliere qualche opportunità da questa crisi finanziaria.

 

Aggiungiamo che al giorno d’oggi, grazie alla tecnologia e alla semplicità delle piattaforme di digital banking, improvvisarsi un investitore sui mercati finanziari è diventato elementare. Per farlo basta un banale conto online con accesso al portafoglio titoli. Ricercando sul web notizie sui mercati e sul mondo della borsa, appariranno nelle tue ricerche  una marea di pubblicità di broker e piattaforme di trading  o consigli di vari “guru” che raccontano come siano sufficienti due webinar e la lettura di qualche pagina ben scritta per “diventare un investitore di successo”.

Ed è proprio qui che la curiosità e la voglia di investire aumentano sempre di più, ma molto probabilmente gli unici che ci guadagneranno saranno il broker  e chi ti vende i corsi. Come disse l’economista statunitense Warren Buffet” Investire è semplice, ma non è facile.”

Il problema è che molti si avvicinano al mondo degli investimenti “fai da te” senza alcuna competenza specifica, pensando che sia un modo semplice di generare un guadagno a più zeri, inconsapevoli di quelle che sono le difficoltà e i rischi. Motivo per cui le stesse statistiche dei dati bancari parlano chiaro: il 90% degli investitori non professionisti perde soldi, solo il 10% guadagna.

Riassumiamo i principali errori che non devi commettere se sei un investitore ” fai da te ”

1.Investire senza una corretta strategia ed un metodo. Indirizzarsi su titoli a caso.

Alcuni chiamano ancora “giocare in borsa” questa complessa attività finanziaria, pensando che sia sufficiente prendere l’ispirazione da qualche forum o un banale ragionamento per trarre facilmente le conclusioni su quali siano i titoli del momento su cui puntare. Specialmente in un contesto storico come quello attuale, capita spesso di sentire qualcuno che prontamente ha investito sui titoli farmaceutici o su quelli del comparto tecnologico come Netflix o del commercio digitale come Amazon (il vero affare l’hanno fatto quelli che nel 2008 hanno comprato a 35$ ad azione visto che oggi ne vale 2400$). Oppure c’è chi pensa di diventare ricco investendo nei titoli petroliferi solo perché il petrolio è ai minimi storici senza conoscere nemmeno quelle che sono le regole del mercato che ne governano l’andamento e quali siano gli accordi OPEC  (Organization of the Petroleum Exporting Countries) sulla produzione.

Finchè le cose vanno bene, questo “approccio” non è neppure così tanto dannoso e forse si riesce anche a guadagnare qualcosa nel breve termine, ma quando le cose si mettono male (perché prima o poi il mercato ti va contro) avere in portafoglio titoli di cui non si conosce minimamente nulla, rende la situazione decisamente più complessa.

Affrontare una perdita è una delle cose più difficili sia dal punto di vista finanziario, ma soprattutto da quello psicologico ed emotivo.

2.Non diversificare

È fondamentale una corretta gestione del patrimonio investendo con una congrua divisione del capitale in pacchetti studiati in base a degli obiettivi temporali, di rendimento e di rischio. E’ molto diverso perdere il 30% di un titolo azionario, la cui esposizione è di 5000 euro su un capitale di 100.000 euro ben diversificato, rispetto perdere il 30% di un capitale con esposizione totalmente azionaria e non diversificato.

3.Non avere una corretta gestione del rischio

L’infallibilità negli investimenti non esiste ed il rischio che qualcosa possa andare male è sempre presente! Tenere in considerazione la probabilità che qualche operazione possa andare incontro ad una perdita è la regola più importante, ed è fondamentale per questo motivo calcolare il limite massimo che si è disposti a perdere per non andare incontro a posizioni che possano compromettere l’intera performance del portafoglio e generare delle perdite.
Gli stessi investitori professionali come Warren Buffet utilizzano il cosiddetto margine di sicurezza che limita la dimensione delle perdite nel caso in cui ci siano errori nelle proprie analisi.  È necessario stabilire una soglia di perdita massima per operazione superata la quale si sia disposti persino a chiudere in negativo (stop loss) perché ciò che porta al guadagno ed al successo non è avere sempre ragione, ma avere una giusta percentuale tra operazioni in profitto rispetto a quelle in perdita, dove la somma guadagnata sia sempre superiore a quella persa (rapporto rischio rendimento).

4.Non avere un corretto approccio psicologico

Anche se può sembrare strano, l’aspetto psicologico gioca un ruolo fondamentale nella gestione degli investimenti. Non a caso lo psicologo Israeliano di nome Daniel Kahneman nel 2002 vinse il premio Premio Nobel per l’economia, per avere integrato risultati della ricerca psicologica nella scienza economica spiegando una serie di anomalie comportamentali nel processo decisionale economico razionale. I suoi studi sono alla base di quella che oggi è diventata una scienza a tutti gli effetti: la finanza comportamentale.
Molto spesso è la stessa componente emotiva a guidarci nelle scelte d’investimento così come spesso ci mette nei guai, perché il nostro cervello elabora le risposte emotive molto prima di quelle razionali. È necessario avere un buon autocontrollo e la capacità di mantenere un equilibrio psicologico, controllando le emozioni, avendo a conoscenza quelli che sono i meccanismi che regolano il comportamento umano quando si tratta di mettere a rischio i propri risparmi e capitali.

Investire su un titolo è sicuramente la cosa più semplice da fare, si è spinti dall’ ottimismo e dalla fiducia che quell’ operazione possa avere successo. Tuttavia, quando ciò non accade e si va incontro ad una perdita, la componente emotiva prende il sopravvento.  Accettare di aver sbagliato spesso viene vissuto come un fallimento e quando si tratta di chiudere una posizione in perdita ancora maggiormente. Non solo, si è disposti a perdere all’ infinito piuttosto che chiudere un operazione in negativo, in alcuni casi cercando di mediare il prezzo all’ aumentare della perdita e andando incontro ad una sovraesposizione su un titolo che potrebbe scendere ancora a lungo.

Affidarsi ad un consulente finanziario autonomo molto spesso è la soluzione migliore per avere un corretto supporto che non sia di parte e finalizzato all’ acquisto di determinati prodotti.  Attraverso un analisi tecnico finanziaria strutturata su fondamentali macroeconomici e di politica monetaria si potrà costruire un portafoglio congruo a quelle che sono le esigenze e la propensione al rischio del cliente.

Proprio per questo nasce il servizio di gestione dei rischi di Malleva, che ti permette di affidarti al nostro consulente direttamente dalla home page del sito.

David sarà contento di ricevere le tue richieste ed indirizzarti per evitare di perdere i tuoi capitali senza una chiara programmazione.

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