Welfare è una espressione sempre più utilizzata, ma il significato reale è veramente conosciuto da tutti? Mi capita spesso nel mio lavoro quotidiano di incontrare professionisti, titolari di aziende o dipendenti che  non hanno ben chiaro il vero significato di questa parola, che ha un significato difficilmente traducibile come concetto e che letteralmente vuol dire “stare bene” e per le aziende si può tradurre nel far star bene i dipendenti e i titolari di aziende che solitamente non hanno nessuna tutela.

Il Welfare, statale o aziendale, consiste in un insieme di servizi e benefit volti ad incrementare il benessere dei cittadini , dei lavoratori e delle loro famiglie attraverso una diversa ripartizione dei redditi generati dal mercato statale o delle retribuzioni in caso di privato. In sostanza lo stato reinveste una parte dei ricavi del mercato o una parte del compenso del lavoratore,  per destinarlo alla fornitura di benefit e servizi per migliorare la vita sia professionale che privata dei propri cittadini , dipendenti o collaboratori. La crisi economica ne ha evidenziato con forza il ruolo e il valore sociale.

La prima applicazione risale agli anni tra il 1882 e il 1892, in Germania, quando Otto von Bismarck istituì un regime di leggi sociali a favore dei ceti più bisognosi, ma viene applicato solo dal 1920 quando diventa una vera forma di aiuto sociale. Negli usa si applica dal 1935 quando venne stilato il Social Security Act, Atto per la Sicurezza Sociale.

E in Italia?

Il PRIMO welfare ( o welfare di stato  ) è un diritto che ha ognuno di noi e viene utilizzato a partire dalla seconda guerra mondiale, e consiste in una serie di  politiche pubbliche messe in atto dallo Stato per garantire l’assistenza e il benessere sociale dei cittadini, e pertanto diretto a migliorare le condizioni di vita degli stessi. Esempi di applicazione di welfare sono l’istruzione, l’assistenza sanitaria e sociale, l’edilizia pubblica. Il nostro Paese è particolarmente esposto a profondi cambiamenti demografici, economici, sociali e culturali che ormai da diverso tempo mettono sotto pressione il suo sistema di welfare. È ormai noto però che il modello sociale italiano ed europeo si è indebolito, lasciando spazio ai grandi cambiamenti economici, demografici e sociali. Tra i cambiamenti più rilevanti, l’allungamento della vita media, di riflesso causa l’aumento dei costi sanitari e sociali. La diretta conseguenza di questa dinamica si riflette sulle famiglie che, nel ruolo di ammortizzatori sociali, sono minacciate nel proprio benessere, soprattutto economico.

Il progressivo trasferimento della tutela dai rischi dallo Stato agli individui non è però accompagnato da un sostegno al reddito necessario, infatti sempre più servizi che prima erano pubblici vengono erogati a pagamento ( basti pensare al ticket in caso di prestazioni sanitarie) .

E’ così necessario ricorrere a servizi integrativi, privatamente.

Alla fase espansiva del welfare, che ha caratterizzato gli anni Cinquanta e Sessanta, ne è seguita una di declino e arretramento delle tutele nella quale ci troviamo tutt’ora. Il nostro Paese è particolarmente esposto a profondi cambiamenti demografici, economici, sociali e culturali che ormai da diverso tempo mettono sotto pressione il suo sistema di welfare.

Il SECONDO welfare ( o welfare aziendale )  integra le forme di protezione sociale che non sono direttamente sostenute del pubblico attraverso il Welfare State e che sono realizzate da soggetti privati, e che a vario titolo intervengono a sostegno di rischi e bisogni sociali emergenti. Si rivela che le necessità di chi vive nel nostro Paese negli ultimi anni sono aumentate e si sono diversificate richiedendo, accanto al tradizionale intervento dello Stato, nuove forme di aiuto e sostegno.  Mentre però nel primo welfare rientrano prestazioni e servizi considerati “essenziali” per una sopravvivenza decorosa e un’adeguata integrazione nella comunità,il secondo welfare comprende forme di protezione sociale di natura volontaria e integrativa, o di servizi sociali che il settore pubblico non è oggi in grado di garantire per fronteggiare i nuovi rischi legati alla non autosufficienza, alla precarietà lavorativa e ai problemi di conciliazione vita personale e lavorati

 

 

Primo e secondo welfare non sono quindi separati e contrapposti, ma due sfere complementari con l’obiettivo di coprire in maniera adeguata le aree di bisogno esistenti. Il tema del welfare aziendale ha ridato negli ultimi anni una nuova centralità alle politiche di gestione del capitale umano delle aziende, che pongono sempre più attenzione alla propria offerta sulla base delle esigenze dei dipendenti.

Le assicurazioni e le mutue sono tra gli attori protagonisti del secondo welfare perché hanno come obiettivo la tutela degli individui da potenziali rischi che possono presentarsi nel corso della vita. Con investimenti per più di 800 miliardi, sono un sostegno significativo dello sviluppo economico nel nostro Paese (Rossi 2017). Attualmente in Italia circa 478 miliardi di euro annualmente sono investiti per la protezione sociale a cui sono da aggiungere almeno altri 70 miliardi di spesa privata delle famiglie tra sanità, formazione dei figli e servizi di lunga assistenza. Una ottima soluzione a basso impatto per le aziende è la copertura degli interventi dentistici per esempio, o più recentemente la copertura per le pandemie.

Ma quali sono i vantaggi principali?

Sostenendo il benessere e la qualità della vita dei propri collaboratori, cresce il lavoro di squadra, migliorano i rapporti lavorativi, c’è un aumento del singolo del potere di acquisto, i collaboratori si sentono apprezzati e il welfare può essere usato anche come premio per raggiungimento degli obiettivi . Sono un esempio anche benefit come la flessibilità oraria o checkup medici per il singolo estensibili alla famiglia del lavoratore e totalmente sostenuti dalle aziende che hanno il vantaggio anche fiscale.

Vedremo nel prossimo articolo perché il welfare statale è sotto pressione e quali sono le possibilità per integrarlo con le soluzioni di assistenza sanitaria lifetime.

Scrivici se hai qualche domanda e vuoi capire come sfruttare al meglio il Welfare, parlane con il tuo socio e con il tuo commercialista per scoprire i vantaggi fiscali, o chiedi a noi!

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